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Venture, una sfida a colpi… di scienza!

Siete pronti a vincere il premio nobel?

Dalla collaborazione di due ragazzi, Giuseppe e Nicole, che hanno messo insieme i loro interessi per i giochi e la scienza, nasce questo interessante gioco di carte Venture, che risulta un cocktail di divertimento e apprendimento perché non è solito gioco di carte, si diversifica dagli altri in quanto nelle carte stesse ci sono molte chicche e riferimenti al mondo della scienza imparando qualcosa magari nel frattempo che si attende il proprio turno, sono presenti anche degli Easter Egg che molti nerd apprezzeranno, il divertimento è assicurato e noi di Gaynerd abbiamo testato il gioco e possiamo dirvi di essere più che soddisfatti per il lavoro svolto.

La BeeZarre Games, società creata da questi ragazzi, è pronta a partire dal 25 Settembre 2018 mediante Kickstarter per la produzione di questo entusiasmante gioco che riuscirebbe a coinvolgere chiunque, senza troppe pretese e senza troppa difficoltà nell’apprendimento delle regole del gioco. cliccate sul link per ulteriori informazioni qui.

Ma entriamo di più nel dettaglio. Si può giocare dai 3 ai 6 giocatori con una durata media che varia dai 45 ai 90 minuti (dipende dall’evolversi del gioco e dalle situazioni che si creano) durante il quale ogni giocatore ha delle missioni da completare danneggiando nel frattempo gli altri e difendendo se stessi allo stesso tempo, quindi solo uno ne uscirà vittorioso.

Beezarre Games

Il concept è originale in quanto essendo sul campo scientifico si basa sui “furti di idee”, come è noto nel settore, avendo comunque, grazie alle numerose tipologie di carte, una casualità che genera un gioco diverso ogni volta, quindi non ci si annoia mai e si rende sempre più competitiva e divertente la partita.

Ognuno ha con se uno scienziato che lo rappresenta con singolari abilità da utilizzare all’occorrenza e 4 missioni da completare, a contorno 5 carte coperte che possono essere eventi che comprendono azioni a vostro favore o che danneggiano gli avversari ed elementi necessari a completare le missioni.

Sembra in un primo momento semplice il gioco,ma il susseguirsi degli eventi stessi da che puoi dire che sei quasi vicino alla vittoria basta un piccolo evento che ribalta tutta la situazione.

Per quanto riguarda le carte sono davvero ben dettagliate e ben curate, disegnate a mano e quindi porta ulteriore originalità al prodotto. Ci è stato anticipato che una volta che il crowdfunding raggiungerà l’obiettivo, sono previste delle estensioni del gioco mediante nuovi pack per rendere il gioco che già di per se molto avvincente, sempre diverso in ogni partita giocata.

Per tutte le informazioni e aggiornamenti vi mandiamo i link:

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Ma conosciamo meglio i due autori mediante questa intervista qui di seguito:

1) Breve presentazione, chi sei? Cosa fai nella vita?

G.: Sono Giuseppe, ho 31 anni e sono laureato in Fisica, specializzato in Fisica della Terra. Lavoro a Bologna come impiegato nel settore bancario e mi considero un piccolo tuttofare.

N.: Sono Nicole e ho studiato disegno di giochi alla New York University. Due anni fa, per amore, mi sono trasferita in Italia e ho fatto di tutto e di più: ho fatto lezioni di inglese e spagnolo, lavorato per una ditta di tecnologia e ho fatto traduzioni.

2) Come hai conosciuto l’altra persona?

N.: Mia moglie Paola è molto amica di Alessio, marito di Giuseppe. Ci siamo conosciuti anni fa quando ero ancora all’università.

G.: Quando Nicole si è poi trasferita a Bologna abbiamo cominciato a lavorare insieme. Entrambi appassionati di giochi, lavoravo già a Venture e ho proposto a Nicole di unirsi al team.

3) Come è nata l’idea di creare il gioco?

G.: Dopo anni di studi di fisica e avendo messo da parte il mondo scientifico per il mio attuale lavoro da impiegato, ho pensato ad un’alternativa originale per recuperare “quel mondo perduto mai dimenticato” e quindi mi è venuta in mente l’idea di creare un gioco da tavolo dedicato alla scienza

N.: Dopo che Giuseppe aveva già sviluppato l’idea, mi ha fatto testare il gioco e abbiamo iniziato a migliorare il gioco e pian piano siamo arrivati alla versione attuale.

4) Amici e/o parenti che hanno collaborato per la realizzazione del progetto?

G.: Ormai possiamo considerare i team di Venture composto da 4 persone: oltre a me e Nicole c’è anche Bob, mio fratello, che cura ogni aspetto grafico di Venture e la gestione dei social network e Nobu the Monkey, il genio e creatore di ogni illustrazione di Venture. Un grazie poi ad Alessio e a tutti i nostri amici che pazientemente hanno provato il gioco in qualsiasi occasione!

N.: Dalla mia parte c’è mia madre, che è stata di grande aiuto nelle traduzioni in inglese che fa ormai da diversi anni. Anche gli amici di NY mi aiutano con i play test in inglese visto che ne avevamo bisogno. Gli altri amici di sempre, poi, sono sempre disponibili a giocare e darci altri feedback.

5) Se dovessi essere uno scienziato del gioco, quale ti rappresenta di più e perché?

G.: Quando mi fanno questa domanda, d’istinto penso sempre ad Einstein. Probabilmente per molti è una risposta banale ma in fondo secondo me è colui che più di tutti ha rotto gli schemi, ha messo davvero in discussione alcune certezze dell’epoca e ha avuto una visione così innovativa che anche ora continua ad essere così proiettata nel futuro. Io personalmente non amo seguire gli schemi e quindi questo un po’ ci accomuna.

N.: La verità è che cambio idea abbastanza spesso, ci sono tanti scienziati che hanno delle particolarità e caratteristiche che ti piacciono. Penso che un po’ mi sento rappresentata da Turing, una persona che ha dovuto lottare per le sue idee all’epoca poco convenzionali.

6) Se dovessi essere un elemento, quale sceglieresti e perché?

G.: Beh, premesso che sarebbe difficile sceglierli visto che me li sono tatuati tutti e 4 (rappresentandoli in chiave geofisica e quindi riprendendo anche in questo caso il mondo scientifico), forse sceglierei ACQUA, perché mi trasmette calma, purezza e benessere.

N.: Mi piacerebbe essere in parti uguali tutti e quattro perchè secondo me la vita è equilibrio, ma non e’ troppo difficile ammettere che il mio elemento sia il fuoco, nel bene e nel male.

7) Tra le carte evento, ne esiste qualcuna che preferisci e perché?

G.: La “carta evento” a cui più sono affezionato si intitola “Interessante la tua idea” e rappresenta la “battaglia” tra Tesla ed Edison. Questa è stata la prima carta che ho creato, ormai più di 3 anni fa. È quella che preferisco perché è stata la prima prova concreta che Venture non sarebbe stato solo qualcosa di astratto, ma un’idea presto messa in pratica!

N.: A me piace tanto la carta “Il vero Adamantio”. Questa è una delle carte che volevo fin dall’inizio perché mi piace molto la storia della scienziata, per non parlare dell’illustrazione!

8) Esiste uno dei personaggi che sia legato al mondo LGBTQI?

G./N.: In passato, non solo nel mondo scientifico, era quasi impossibile esporsi e dichiarare la propria omosessualità; in Venture abbiamo comunque deciso di dare giustizia ad un genio della scienza che purtroppo ha pagato caro il suo essere omosessuale: Alan Turing. Abbiamo dedicato infatti una “carta evento” a Turing per aver decriptato il codice segreto ENIGMA con cui i tedeschi comunicavano durante la 2° guerra mondiale.

Chi conosce a fondo la sua storia sa che la sua vita è stata complicata per il fatto di essere gay. Non molti anni fa però il governo inglese ha chiesto scusa per come hanno trattato un genio che gli aveva solo fatto del bene crackando ENIGMA. Vorremo pensare che tanti altri scienziati erano LGBT ma purtroppo abbiamo poca informazione sulle loro vite personali. Tutto ciò nel passato non solo non si parlava ma si nascondeva a tutti costi, altrimenti, beh, si poteva fare la fine di Turing.

9) Che impatto pensi possa avere il gioco nell’ambiente LGBTQI?

N.: Questo gioco non è indirizzato direttamente alla comunità LGBTQI, su questo vogliamo essere chiari. Come già detto, in passato era impossibile esporsi, quindi abbiamo solo qualche rumor o gossip dal passato, nulla di certo. Essendo Venture un gioco di scienza vogliamo essere al 100% sicuri di quello che diciamo.

Però anche se il gioco non appartiene al mondo LGBT, noi apparteniamo alla comunità e di conseguenza abbiamo testato il gioco e mostrato a tanti della comunità con diversi pareri positivi!

G.: In generale l’obiettivo di un gioco da tavola è quello di creare gruppo e condivisione, senza paura e preconcetti. Nonostante Venture non sia direttamente collegato al mondo LGBTQI, in realtà questo mondo ci appartiene così tanto da aver anche scelto il nome della nostra società, BeeZarre Games, pensando proprio al mondo LGBTQI: abbiamo pensato alla parola “bizarre”per avvicinarci al significato della parola QUEER. Il suo suono poi ci ha fatto venire in mente il ronzio di un’ape e abbiamo quindi giocato con le parole “Bee” e “Bizarre”, ottenendo quindi il nome “BeeZarre Games”.

10) Quanto ha influito la creazione del gioco nella tua vita personale e/o di coppia?

G.: Beh, ormai è il mio secondo lavoro! Dopo aver concluso il primo lavoro, torno a casa e mi occupo di tutto ciò che serve per Venture e per la società. Mio marito mi supporta e spesso mi aiuta, soprattutto mi sostiene quando c’è da organizzare eventi o da testare il gioco. Venture però mi ha permesso di conoscere nuove persone e nuovi amici!

N.: Di sicuro il gioco mi ha avvicinato a tanti amici giocatori, ma non solo. Quando fai qualcosa di tuo, ti accorgi subito che tante persone vogliono aiutarti e fare il possibile per darti una mano, è stato proprio così per noi. Come coppia direi che avere un progetto che ti prende molto tempo ed energia può essere un po’ difficile, ma almeno per me è stato molto positivo. Avere un progetto mio mi ha dato molta soddisfazione personale e mi ha reso molto felice, cosa che a mia moglie ha fatto molto piacere.

11) Chi vorresti ringraziare?

G.: In primis mio marito Alessio e la sua pazienza, poi tutti nostri amici che tanto ci sostengono e un grazie particolare va a tutte le associazioni, tutti i blog e chiunque stia dando una mano concreta a Venture, aiutandoci a trasformare Venture e la “BeeZarre Games” da “sogno nel cassetto” a vero lavoro!

N.: Sono tante le persone che vorrei ringraziare e di sicuro mi dimenticherò di qualcuno ma tra le più importanti c’è mia madre per il suo inglese impeccabile, mia moglie per la sua infinita pazienza, e tanti i miei amici che ci hanno aiutato a testare, editare, fotografare e tutto quello che potete immaginare. Grazie infinite soprattutto alla comunità dei giocatori, che ci hanno aperto le porte per presentare il nostro gioco e ci hanno aiutato con tanti consigli.

Fabry

 

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