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Supergirl: L’eroina che crea dipendenza!

Buonsalve binge watchers del mio cuore, oggi faccio anche io il mio personale coming out, il momento è giunto: preferisco Marvel piuttosto che DC almeno quanto preferisco le patatine di Burger King a quelle di McDonald’s (ossia di gran lunga!)!
Eppure oggi sento di dover spendere ben più di due parole a favore di lei, la Kriptoniana Kara Zor’el, la repoter Kara Danvers, la ragazza d’acciaio, il supereroe ufficiale di National City: Supergirl.

L’episodio 3×01, vi assicuro, è una vera e propria BOMBA!
Ho aspettato qualche giorno dalla messa in onda ma anche stavolta mi toccherà avvertirvi: occhio agli spoiler!!!!

E ora.. Dove eravamo rimasti?

Kara e Mon’el sono costretti a separarsi dopo la sanguinosa battaglia contro i Daxamiti, Alex e Maggie sono fidanzate ufficialmente, la terra è salva ancora una volta. In questi mesi di attesa, abbiamo letto veramente DI TUTTO e l’ansia ha regnato sovrana, ma ecco i fatti: Floriana Lima, interprete di Maggie Sawyer, non abbandonerá la serie, ma è pur vero che passa dall’essere regular a una semplice recurrent lasciandoci però a questo punto in sospeso un piccino piccino sebbene cruciale dettaglino…. MA ALLORA SI SPOSANO O NO??? vedremo, vedremo; l’amatissima Calista Flockhart, alias Cat Grant, aveva già dovuto ridimensionare il suo ruolo con il passaggio della serie dalla CBS alla CW, e nella terza stagione pare sarà ancora meno presente, ma sono sicuro che si farà comunque notare; Tyler Hoechlin sarà ancora Superman e lo vedremo nudo ogni tanto anche quest’anno.

Per chi aveva letto in giro addirittura del licenziamento di Melissa Benoist, tutte fandonie!

Bando alle ciance e addentriamoci in questo meraviglioso, sorprendente, profondo e denso primo episodio!

Scopriamo, molto diversamente da quanto chiunque potesse immaginare, una Kara che, ok, sogna l’amore, la madre e i campi di grano come in foto, è in formissima e concentrata unicamente sulla lotta al crimine, ma ben presto si capisce che c’è qualcosa che non quadra: nonostante sia bellissima, una figa pazzesca (non dico che me la farei ma un applauso non potrei mai negarglielo), una vera bad ass, è troppo seria, non partecipa più alla vita sociale del gruppo, con scuse vaghe rifiuta l’invito di Alex per la scelta del menù nuziale, addirittura arriva a licenziarsi dalla Cat.Co al primo ostacolo. Alex è l’unica che riesce a farla parlare, convinta che il comportamento di Kara sia semplicemente una reazione alla vicenda di Mon’el, mentre c’è ben altro sotto! Kara è convinta più che mai che la sua vera essenza è quella di Supergirl e di aver solo perso tempo tutti questi anni tentando di essere umana (perché non lo è) e che

Essere Kara Danvers è stato un errore.

SBAAAAM!

Alex scioccata riesce comunque a risponderle per le rime, ma onestamente quelle parole riecheggiano ancora nella mia testa.

Nel frattempo sembra che quest’ultima abbia dei ripensamenti sul matrimonio, per poi farci capire – mi auguro – che invece avverrà in una scena piuttosto romantica in cui lei e Maggie si parlano a distanza, nella folla, ed è chiaro che entrambe hanno occhi solo per l’altra, come fossero sole.

Altro elemento fondamentale, la donna misteriosa che riesce contro ogni previsione a salvare la figlia che era rimasta incastrata sotto l’impalcatura del palco durante i crolli dovuti al primo attacco nemico: chi sarà? Da dove arriva quella forza chiaramente sovrumana? La risposta potrebbe essere nella navetta di stampo kriptoniano inquadrata nella roccia sotto la città e riportata alla luce proprio dai siluri nemici?

Nemici capitanati da Morgan Edge, interpretato da Adrian Pasdar, che in molti ricordiamo nel ruolo di Nathan Petrelli in “Heroes”, e che anche in versione Silver Daddy è sempre affascinante.

Quando poi Supergirl lo affronta direttamente, lo guarda negli occhi e gli dice “National City è la mia città.”, credo di aver avuto un orgasmo. Troppo, troppo F-I-G-A!

Nell’ultima parte dell’episodio, dopo aver scoperto l’origine dell’attacco, Supergirl interviene, rischiando di annegare nel tentativo di fermare i nemici. Perde i sensi, e a quel punto li perdo anch’io. Improvvisamente l’immagine del suo amato nel campo di grano le urla di svegliarsi e non solo lei lo fa, ma riesce miracolosamente ad afferrare il sottomarino fellone e ad innalzarlo ben sopra il livello dell’acqua, i comuni mortali in estasi. Memorabile.

Kara inizia così a capire che non può lasciare da parte la sua umanità, perché è ciò che l’ha fatta innamorare, ed è stato l’amore a salvarla quando tutto sembrava perduto.

D’altronde, chiunque voglia essere in grado di aiutare gli altri, deve imparare ad essere il proprio, personale supereroe.

 

Vostro in qualunque modo mi vogliate,

 

Onigiri

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