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Stranger Things, il trionfo degli anni 80

Buonsalve a tutti!

C’è tanto…. Troppo da dire! Quindi rilassatevi un minuto, occhio agli spoiler qua e là e… Via!

Se Mindhunter ci ha mostrato fedelmente gli anni 70, di certo non ce ne ha mostrato il meglio raccontando il punto di vista di un team di federali. In Stranger Things invece ci viene proprio regalato tutto ciò che di più bello conosciamo degli anni 80: il caos di colori e stili, l’aspetto trascurato, i punk, e più di tutto l’innocenza. Credo che per la maggior parte di noi comunque sia soprattutto il poter ricordare i film che hanno fatto parte della nostra infanzia come se finalmente qualcuno fosse riuscito a realizzare qualcosa di altrettanto memorabile.

E chi potrebbe dissentire!?!

Partiamo da Eleven: ormai sta crescendo e conoscendo il mondo e sé stessa, è più audace e meno istintiva di prima. È una tosta insomma e lo vediamo puntata dopo puntata, dalla vita quotidiana con Hopper (che tra l’altro è un’idea pazzesca!), un rapporto praticamente genitoriale di cui entrambi hanno bisogno fino al litigio, la ricerca della madre, l’abilità nel captarne i segnali e infine il viaggio per conoscere sua sorella Kali, altrimenti detta 008! (tutti noi abbiamo gridato come scolarette al pensiero degli altri numeri, lo so XD).

Ok, no, mi ricompongo… Comunque, nonostante per il momento la cosa sia finita un po’ così, è impossibile pensare che l’episodio rimanga unico e che servisse esclusivamente a dare a Eleven un look più Badass, e quindi… NON VEDO L’ORA!!!

Ok non riesco a ricompormi…

Che poi non è troppo bellino Hopper che spera costantemente che Joyce lo ami?

Ovviamente, un applauso ai 4 ragazzi che sono stati perfetti: il travestimento da Ghostbusters, le prime cotte e come affrontarle, la tenerezza del “rapporto” tra Dustin e Dart che personalmente mi ha riportato ai tempi dei Gremlins e che mi ha commosso, la dolcezza di Mike nel non arrendersi e continuare a contattare Eleven con il walkie talkie, la scena in cui affrontano i DemoDogs barricandosi nello scuolabus… In giro ho letto di qualcuno che si chiedeva se la seconda stagione fosse bella quanto la prima, e direi che la risposta è assolutamente sì!

È stato bello anche vedere Sean Astin, ovvero Bob, che ha interpretato un ruolo molto adatto a lui, buffo ma in gamba, ed è inutile dire che è stato quasi come se fosse ancora un bambino ne “I goonies” per me.

Passiamo a Max e Billy, i nuovi arrivati: su di lei, niente da dire se non che l’ho amata dal primo istante. Billy invece… ammetto che mi sono sentito anch’io all’inizio un po’ Mrs Wheeler (la madre di Mike, quella col marito ameba): quegli occhi, l’incazzatura perenne, sempre tutto scaciato e disordinato… E poi insomma ci sa fare. Ok forse l’inserimento di questo cattivo umano, per così dire, pare un po’ forzato ma ammetto che in quella scena con Steve sotto la doccia ho sperato in un colpaccio di scena e di vederli avvinghiati.

Ora ammettetelo anche tutti voi, su!

Infine, per quanto riguarda il triangolo Nancy – Steve – Jonathan

STEVE E’ MEGLIO, CRETINA!!!!

Ora permettetemi una riflessione:

La scena del ballo della scuola simboleggia secondo me tutto ciò per cui amiamo così tanto questa serie tv, in particolare l’innocenza. La prima cotta corrisposta, il primo invito a ballare, il rifiuto… Chi di noi non ci è passato? E come vengono vissuti oggi invece dai ragazzi di quella stessa età? Alcune cose sono andate perse per sempre nell’ultimo ventennio per i ragazzi di quell’età, ed è un peccato che l’innocenza debba essere una di queste.

 

Onigiri

 

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