,

Star Trek Discovery: bentornati all’ultima frontiera.

Da bravi nerd probabilmente non vi sarà sfuggito che dopo decenni di assenza Star Trek è tornato sugli schermi televisivi con i primi due episodi di Star Trek Discovery.

The Vulcan Hello” e “Battle at the Binary Stars” sono un solido prologo che lascia ben sperare per il resto della stagione.
La serie è ambientata tra “Enterprise” e la Serie Originale:  dopo cento anni si verifica un nuovo contatto tra la Flotta Stellare e l’Impero Klingon, con risultati… esplosivi.

La protagonista della storia è Michael Burnham (Sonequa Martin-Green), primo ufficiale della USS Shenzou, capitanata da Philippa George (Michelle Yeoh).
La Shenzou viene inviata a investigare un’anomalia in un relay di comunicazione della Federazione, e si ritrova confrontarsi con una nave Klingon comandata da T’Kuvma (Chris Obi), il capo di una casta Klingon che vuole riunificare tutte le 24 casate dell’Impero nel nome del leggendario Kahless.  La situazione diventa molto scottante molto in fretta, ma dato che siamo bravi nerdini eviteremo di darvi ulteriori spoiler!

Questa apertura di stagione è caratterizzata da una qualità della produzione molto elevata, paragonabile a quella della serie cinematografica e sicuramente in grado di competere con le altre serie di successo per il piccolo schermo: gli effetti speciali sono ottimi, e la sequenza dei titoli iniziali farebbe felice qualunque designer da quanto è bella.

Giudizio positivo anche per la recitazione, Sonequa Martin-Green e Michelle Yeoh rendono perfettamente i loro personaggi e la relazione professionale (comandante e subordinato) e personale (il Capitano Georgiu è chiaramente un mentore e una figura materna per il suo Number One) senza aver bisogno di ricorrere a dialoghi espositivi.

Il finale è sorprendente: se diversi aspetti della trama sono intuibili o addirittura prevedibili qua e là la situazione in cui si trova la protagonista alla fine del secondo episodio è sicuramente inaspettata. Per un rilancio di una saga che si porta dietro 50 anni di canone e di aspettative (e per promuovere la propria piattaforma streaming) sembra proprio che CBS abbia azzeccato in pieno.

Abbiamo riferimenti alla serie originale (vi dice niente il nome Sarek?), l’ufficiale alieno sul ponte, teletrasporto e relativi problemi, per fortuna trattati in maniera originale e non come una lista di contentino per i fan di vecchia data.

La grande assente da tutto ciò? Un’astronave della Flotta Stellare chiamata Discovery: non solo non la vediamo, ma nemmeno la sentiamo nominare, se non nel teaser per il terzo episodio.

Partenza esplosiva (in tutti i sensi), cast all’altezza, trama interessante. Star Trek Discovery ha il potenziale per diventare un vero successo, non rimane che  attendere il resto della stagione.

Star Trek Discovery sarà anche la prima serie TV del franchise di Star Trek in cui sarà presente una coppia gay nel cast regolare: l’ufficiale scientifico Paul Stamets (Anthony Rapp) e l’ufficiale medico Hugh Culber (Wilson Cruz). I dettagli conosciuti sono pochi, ma la decisione di rappresentare una coppia LGBTQ nella vita quotidiana, invece di farne una questione speciale è incoraggiante, soprattutto se la qualità della sceneggiatura che abbiamo visto nel doppio episodio  pilota sarà mantenuta

By Raistlinsama

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *