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Sangue Reale

 

Oggi voglio parlarvi di Sangue Reale di Alejandro Jodorowsky (L’incal, La casta dei Metabaroni) che torna ai suoi temi cari, il potere, il sesso, la tragedia, la morte, in un intreccio eccessivo ma magnificamente condotto, che fa somigliare gli intrighi di Robert R. R. Martin a delle favole per bambini. La parte grafica è in collaborazione con l’artista cinese Liu Donghzi il quale risultato è impeccabile, con grande uso dell’aerografo, cupa e sanguinosa, ma mai compiaciuta nell’estremo delle situazioni che rappresenta, capace di creare un mondo di battaglie e paesaggi agresti e cupi, castelli e feste sfarzose, con sempre costante la presenza del sangue, della morte, della tragedia, di amori totali e devastanti.

 

La trama è una reminiscenza Shakespeariana, Alvar, giovane re fiero di un regno arcano viene spodestato dal fratello e lasciato come morto sul campo di battaglia, dove viene salvato da una pastorella deforme, Batia, che lo soccorre, e ammaliato dalla sua bellezza, approfitta della sua amnesia per tenerlo legato a sé e alla futura figlia Sambra. Anni dopo Alvar recupera la memoria e abbandona la sua nuova famiglia per ritornare a prendere il suo trono dalle mire della moglie Violena e del perfido figlio Rador, diventando poi un despota lui stesso. La tragedia continuerà, coinvolgendo figli legittimi ed illegittimi, nipoti e mogli rendendo difficile capire chi sono gli eroi e chi no, perché tutti sono antieroi e nessuno in fondo è buono, “Sangue reale” mette in scena il dramma umano legato al potere e all’incapacità di gestire i rapporti con una rara maestria. Certo, non è un fumetto facile e commerciale, e non solo perché è forte come situazioni, a tratti intollerabile: ma chi cerca nel fantasy qualcosa in più di un’estensione dei giochi di ruolo e chi è interessato a storie affascinanti e complesse, è un titolo da consigliare.

 

-Z- Nemesis Store

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