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Rainbow Alert! La prima coppia gay di Starfleet su Star Trek: Discovery.

Pensavate di cavarvela con un solo articolo su Star Trek Discovery?

Errore!

Da bravo Trekkie di lunga data (ma non specificherò esattamente quanto lunga, vi basti sapere che ho vissuto ere passate in cui non era necessario specificare “The Original Series”) ho solo aspettato di vedere qualche episodio in più oltre ai primi due.

Questa nuova incarnazione di Star Trek per certi versi è lontana dal feeling delle serie precedenti. Una differenza importante è sicuramente data dal fatto che il periodo narrato è un periodo di guerra, non di relativa pace e esplorazione (il che per certi versi avvicina la serie alla seconda parte di Deep Space Nine).

L’altra grossa differenza però è di impianto: seguendo quella che ormai è una tendenza  della maggioranza delle serie televisive la stagione è più orientata a seguire e sviluppare un preciso e esteso arco narrativo che a mostrare singoli episodi autoconclusivi.

I valori di produzione (set, effetti, speciali, fotografia) rimangono di eccelsa qualità anche dopo il doppio episodio pilota: Discovery è sicuramente un piacere per gli occhi. Per i fan di vecchia data rimane sempre l’effetto un po’ sconcertante di un look molto più avanzato e tecnologico rispetto alla serie classica, che nella cronologia dell’universo Star Trek è ambientata dieci anni dopo. Qui si potrebbe anche aprire una parentesi sulla presenza di tecnologie avanzate in Discovery (trasmissioni olografiche a lunga distanza, un sistema di navigazione rivoluzionario) di cui non vi è traccia sull’Enterprise, che pure era la nave più avanzata della flotta. Per il momento sembra si sia deciso di sacrificare parzialmente la continuità interna in favore di un look al passo coi tempi, e soprattutto con le aspettative del pubblico.

Il cast rimane solido, e l’aggiunta di Jason Isaacs nella parte del Capitano Gabriel Lorca è vincente: la sua interpretazione di un capitano spregiudicato, disposto a seguire metodi non convenzionali (e non etici!) per vincere la guerra è sicuramente nelle corde di chi, ricordiamolo, è stato un eccellente Lucius Malfoy nella saga di Harry Potter.

Ma, visto che siamo su Gay Nerd, veniamo alla portata principale: Star Trek Discovery è stata annunciata come la prima serie dell’universo Star Trek a mostrare ufficialmente una coppia gay sullo schermo.

Finalmente, nell’episodio 5, “Choose your pain”, mantiene la promessa. La coppia in questione è formata dal Tenente Paul Stamets (Anthony Rapp) , ufficiale scientifico, e dal dottor Hugh Culber (Wilson Cruz), uno dei medici di bordo (ma non l’ufficiale medico capo). Con una mossa che purtroppo non è ancora consuetudine nello spettacolo, nessuno dei due è stato introdotto nella serie primariamente come “il gay di bordo”. Stamets è un ufficiale scientifico, mente sicuramente brillante, probabilmente un po’ troppo orgoglioso delle proprie innegabili capacità intellettuali, ma anche frustrato dalla transizione della discovery da un vascello per la ricerca scientifica a una nave da guerra. Culber invece è uno dei medici della Discovery, come tale ci viene presentato e, oltre a provvedere alle cure mediche dell’equipaggio, entra in gioco anche come esperto di biologia riguardo una forma di vita aliena e come “voce della ragione” o della coscienza, a proposito di alcune decisioni tatticamente giuste ma eticamente discutibili del primo ufficiale. Ricorda un po’ il Dottor McCoy, inclusa la propensione per le battute nei confronti dei colleghi

 

Insomma, due membri dell’equipaggio che sono anche una coppia. Altra trappola abilmente evitata, però, è il lasciare la loro esistenza come coppia gay al livello di una nota a piè di pagina o postilla: l’episodio chiude con una sequenza deliziosamente domestica della coppia, in pigiama, a lavarsi i denti davanti allo specchio del bagno e a discutere gli avvenimenti dell’episodio, dando una piacevolissima immagine di coppia di lungo corso, stabile, non senza i suoi problemi ma felice.

Almeno per ora perché ovviamente il tutto si chiude con un cliffhanger che potrebbe avere conseguenza preoccupanti per la serie nel suo complesso (e qui ci fermiamo onde evitare spoiler).

 

Vi lascio con una battuta del Dott. Colbert, dall’ultima scena dell’episodio, e relativa immagine (secondo voi pigiami coordinati di Starfleet li metteranno in vendita?):

 

“Well, one tends to worry when they’re doomed to love a brilliant but reckless maniac who’s willing to risk his life for glory….You may not care about you. But I do.”

 

 

Raistlinsama

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