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PERSONA 5 – You’ll never see it coming!

Premetto fin da subito che: A) Questo è il mio primissimo gioco della vastissima serie che comprende anche i titoli Shin Megami Tensei; B) Non ho finito suddetto gioco, ma sono abbastanza avanti per poter tirare le somme. Detto questo, mi ritrovo a recensire qualcosa di mastodontico in tutti i suoi contenuti e nella sua forma, partendo comunque dal presupposto che si tratta di un JRPG, quindi deve essere, come i più celebri Final Fantasy e Dragon Quest, un gioco dalle dimensioni notevoli.

Ma a differenza dei classici fantasy con evocazioni, magie e mostri incredibili, gli eroi sono dei semplici studenti alle prese con la vita di tutti i giorni, chattano sui propri telefonini ed escono insieme per fare compere e passare del tempo in compagnia. I cattivi, in questo caso, sono persone che, per un motivo o per l’altro, compiono dei torti ingiustificabili ai danni dei più deboli, che siano estorsioni di denaro oppure schiavismo al lavoro, approfittandosene, consapevoli di essere inattaccabili. Il contesto è decisamente più reale di numerosi altri JRPG, in cui la componente sociale è predominante e fondamentale nell’affrontare nemici di volta in volta più tenaci; essenzialmente, salire di livello non è l’unico metodo per essere più forti, serve anche sviluppare un certo tipo di confidenza con i propri compagni e le persone con cui il protagonista passa i propri giorni, in questo modo donandogli abilità uniche da utilizzare durante il combattimento.

E’ difficile recensire un gioco del genere: è diverso da quanto io abbia mai provato fino ad ora, e ne ero piuttosto spaventato all’inizio, non sapendo esattamente a cosa andavo incontro. Invece, al contrario di tutte le mie aspettative, mi sento letteralmente drogato da Persona 5, costantemente trascinato dal turbine degli event

i che gli eroi affrontano di giorno in giorno. E’ originale, è longevo, è pieno di sorprese anche dopo aver passato decine di ore a sviluppare i personaggi, ti tiene incollato con una storia non banale e dai continui plot twists. Era da parecchio che non prendevo in mano qualcosa che durasse più di 20-30 ore, fin dai tempi della ormai defunta PS2. Invece, nonostante i forti ritardi che il gioco ha subito prima di arrivare da noi, Persona 5 è un prodotto fatto e finito a tutto tondo. Potrebbe diventare tedioso a lungo andare, e ripetitivo, ma è innegabile quanto gli sviluppatori abbiano messo cuore e muscoli in un gioco qualitativamente e tecnicamente superiore a gran parte del panorama videoludico odierno. Da spolpare.

 

Lorenzo Chevreaud

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