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Omofobia ed Eteronormatività: il caso Neeko di League Of Legends

[Questa è una versione ridotta dell’intervista ad Erin. Le sue frasi qui verranno precedute da una E. in grassetto]

Neeko Lol
Neeko, il nuovo campione di League Of Legends

Il 19 novembre viene annunciato l’ultimo campione di League Of Legends, MOBA di successo creato dalla Riot Games. Un mago che usa i fiori, un mutaforma, ma soprattutto un’adorabile e curiosa ragazza camaleonte.

L’intero fanbase è impazzito, tra chi la considerava già da bannare (rimuovere dalla singola partita) in quanto troppo forte e chi ha pubblicato fanart a poche ore dall’uscita.

Neeko ha incantato tutti, ma alcuni dubbi e battutine sono sorte davanti ad alcune interazioni speciali del nuovo personaggio.

Neeko Shyvana
Neeko chiede un appuntamento a Shyvana

Specialmente quella con Shyvana, e quella di quando imita un qualsiasi maschio: Neeko chiede se “ha un brutto odore tanto quanto appare brutta”, e si risponde da sola. Di sì.

Tra le reazioni del pubblico, qualcuno dice che sia normale che una ragazzina si trovi meglio a prendere l’aspetto di un’altra femmina rispetto ad un maschio, e che sia comune che una quasi bambina schifi i maschi.

Sono tutti ragionamenti ai quali risponderei volentieri con un “oh sweet summer child”, ma non posso. Perché è vero. Il mondo è eteronormativo, e creato in prevalenza da eterosessuali, e nei media finché non leggo – per scendere nel volgare – “Vuole la signora drago farmela leccare” non ci si può sbilanciare. Anzi, basta un no homo o una risata e già anche quella frase così chiara diventa battuta. E tutti rimangono etero.

Neeko lesbica
A Neeko non piacciono i maschi

Avevo già parlato dell’omofobia della community di League Of Legends, che rispecchia in realtà quella dei gamers quasi per intero. Mentre allora si urlava al politically correct e la gente si aggrappava all’aver modificato il background di un personaggio – togliendogli la famiglia eterosessuale trucidata e dandogli un paio di amanti uomini che si fondono con un arco senziente demoniaco – qui abbiamo un personaggio nuovo di zecca, con un carattere e un background tutto suo, ma che ha delle interazioni più che sospette.
Talmente sospette che qualcuno ha chiesto, e uno scrittore del gioco ha confermato, aprendo uno spiraglio nel no homo, nel “te lo lecco ma sono etero”, nell’eteronormatività imperante.

Matt Dunn Neeko Lesbian
Il senior narrative writer della Riot conferma

“Non è che sembra lesbica, è lesbica”, scrive Matt Dunn, senior narrative writer della Riot Games. E da qui è nato un pandemonio, esattamente come con Varus. Le motivazioni sono le più varie.

C’è chi si lamenta del politically correct, chi dell’inserimento per soldi, chi del fatto che a nessuno interessi che sia queer, chi pone in discussione il vero interesse della Riot a riguardo.

Per arrivare anche alla gente che chiede a gran voce di tollerare la propria intolleranza, dando agli altri degli ipocriti.

Omofobia Neeko
Com’è cattiva la comunità queer per non voler dare nulla in cambio!

Prima di iniziare, facciamo un passo indietro e inquadriamo la situazione videoludica e della Riot.

League Of Legends è un gioco gratuito con 142 personaggi giocabili, e la Riot, a riguardo, ha dichiarato che fino ad ora nessuno di loro è queer. Di conseguenza con l’arrivo di Neeko, abbiamo ora il 0.69% di personaggi LGBT+. Il che è anche comprensibile, poiché i gamer sono una pessima comunità. Sessisti, omofobi, razzisti, una volta il giocatore tipo era il maschio bianco adolescente eterosessuale. E tutti i videogiochi dall’alba dei tempi sono stati fatti per lui.

Neeko League Of Legends LGBT
Con quest’intervista si sono giocati la possibilità di lasciare nel dubbio la sessualità di tutti i campioni precedenti.

Di conseguenza, i personaggi femminili sono stati per la maggior parte sessualizzati, le minoranze rimosse. Ed ora che si inizia a muoversi in una direzione diversa, lo zoccolo duro della community reagisce con rabbia e repressione al cambiamento. Come scrisse Anita Sarkeesian,

Ha meno a che fare con l’attuale contenuto del gioco e più con “come osa una donna dire qualsiasi cosa riguardo ai nostri giochi – specialmente una femminista.”

E in questo caso qualsiasi altra minoranza. Tutte le case videoludiche, quindi, si stanno muovendo con i piedi di piombo. Riot Games stessa ha avuto molti problemi di etica sul lavoro, con alcune denunce da parte di ex lavoratori per il sessismo e le molestie sul luogo di lavoro. L’azienda stessa è un covo di machismo e di quella che chiamano bro culture. Il fatto stesso che LOL sia gratuito sottolinea il pericolo che l’azienda corre nel prendere strade diverse. Se una fetta consistente di utenti lasciasse il gioco, potrebbe mettere in pericolo l’azienda stessa.

Questo ha messo in dubbio il buon cuore della Riot riguardo a Neeko. L’hanno fatto solo per zittire le polemiche, o perché cercano davvero di mirare al cambiamento?

Riot Bro Culture
E questa è una polemica più che accettabile.

Ho quindi deciso di raccogliere le lamentele più in voga e di commentarle, una per una, insieme a Erin, unica admin della pagina Facebook Koogai a tema fandomico, che ha già trattato diverse volte questi argomenti.

1) Non voglio saperne nulla della vita sessuale dei miei personaggi. Gioco il gioco per il gioco.

[Dall’incipit di questo thread] “Odio quando un personaggio viene ridotto solo alla sua sessualità. […] Tuttavia Neeko non mi dà quest’idea. Nelle sue interazioni ha al massimo 10 frasi che rappresentano le sue infatuazioni per altri campioni femminili, e non capisco come le persone possano pensare che sia “troppo” e “tutto ridotto al suo orientamento”. Non sta andando in giro urlando “sono lesbica!”. […] Quando hanno cambiato la lore di Varus una delle maggiori lamentele era che la Riot avrebbe dovuto aggiungere un personaggio nuovo, se ne volevano uno gay… ora l’hanno fatto e la gente li accusa comunque di farlo solo per la diversità. Le persone gay esistono davvero nella vita reale, e in un gioco con più di 140 personaggi cosa c’è di male ad avere una lesbica? Le persone non si lamentano di Xayah e Rakan che spiaccicano la loro relazione in faccia a tutti, ma improvvisamente quando un campione femminile fa commenti carini e si prende una cotta sulle altre ragazze la gente accusa la Riot di star assecondando (le minoranze)…?”

Una delle risposte è questa:

League Of Legends Neeko
Il fatto che sia solo menzionato il suo orientamento sessuale mi disturba. Gioco a LOL per il gameplay. Non voglio e non devo sapere nulla della vita sessuale del mio personaggio.

E. Magari tizio non ha nessun interesse a sapere dell’orientamento sessuale di un personaggio, ma c’è da chiedersi perché la reazione sia questa. Se non t’interessa, non t’interessa. Se avessero mostrato l’ennesima relazione eterosessuale mi domando se avesse avuto il bisogno di far notare questo suo fastidio. Probabilmente nessuno avrebbe badato all’ennesimo personaggio etero, tranne qualcuno che vuole sentirsi, giustamente, rappresentato. Vorrei anche precisare che venire a conoscenza della non eterosessualità di questa eroina non influenza il tuo gioco. Per cui, what’s the point?

Ricordo inoltre che League Of Legends è pieno di altre coppie eterosessuali (Twisted Fate ed Evelynn, Rumble e Tristana, Xayah e Rakan) e nessuno si è mai lamentato. Appunto.

Neeko
Ciò che i SJW toccano diventa orribile, e se ti lamenti ti danno del sessista. E perché va detto per forza l’orientamento sessuale di un personaggio? E se vengo giudicato perché uso una lesbica?

2) Tutto ciò i SJW toccano fa schifo.

Il primo utente si lamenta che tutti gli ultimi media (fumetti Marvel, gli ultimi Star Wars) fanno schifo, perché spalleggiano le minoranze. La qualità cala, dice, e i buonisti chiamano chiunque si lamenti di ciò come “bigotti”, “sessisti”, o “nazisti”. Abbiamo già parlato di come tutte queste persone che si lamentano lo fanno spesso e volentieri sfociando in ben oltre un semplice “non mi è piaciuto”. Dal ragionamento di queste persone, la scelta di includere un personaggio che appartiene ad una minoranza rovina a prescindere un’opera. Non dovrebbero lamentarsi di altre persone, come scrittori, registi, sceneggiatori, produttori?

E. Se non avessi letto così tante lamentele di questa “mania” di volgere tutto al femminile, avrei da subito intuito dove volesse andare a parare. Non è di certo l’etnia di un personaggio a rovinare un film, probabilmente baderei più alla sceneggiatura, ma soprattutto alla produzione e ai registi. Molto frequentemente gli sceneggiatori sono costretti – per esigenze di produzione e regia, appunto – a tagliare, modificare, quindi non possiamo concentrarci su un solo anello della catena. Vorrei anche far notare una differenza tra quello che può essere “politically correct”, “mossa pubblicitaria” e “diversity management”. Tralascio momentaneamente il primo, mi soffermo su quello che ipotizzo stia succedendo in aziende grosse ed importanti, ovvero usare le minoranze come esca per attirare quella fetta di comunità che desidera essere rappresentata. Ormai le grandi produzioni hanno capito benissimo che basta inserire uno di questi personaggi. Spesso non si degnano affatto di caratterizzarlo e dargli spessore, è un modo per non impegnarsi e ricavarne comunque benefici.

LeFou
Le Tont è un esempio: pubblicizzato come personaggio gay, nel film non viene mai dimostrato

E. L’immagine, ai fatti, non ne risente, anzi. Hanno la faccia di reputarsi anche progressisti. Penso che dinanzi a questa situazione debbano essere le minoranze a incazzarsi. Okay, magari non soltanto quest’ultime perché siamo tutti fruitori, eppure si lamentano i soliti e con motivazioni che, a mio parere, non sono molto pertinenti. In che modo gli SJW influenzano a tal punto le grandi produzioni? In molti casi non danno retta a persone con status e ruoli più rilevanti e poi si lasciano condizionare da chi frequenta Twitter o Tumblr? E con questo non voglio negare il ruolo di una certa fascia di pubblico, ma dargli la colpa di queste scelte proprio no. La società cambia e di riflesso anche i media, c’è un legame profondo tra i due.

3) Orrore il politically correct. È come la Rowling con Silente.

Neeko Politically Correct

E. Mi sembra [il politically correct] che sia un po’ diventato la scusa per giustificare un fastidio personale. Vedi un po’ la questione uscita fuori da Lo Schiaccianoci e I Quattro Regni. La gente si appiglia al contesto della fiaba, al fatto che sia ambientata nell’ottocento e quindi ha bisogno di precisare che, per questo, la scelta di un attore non bianco sia politically correct. Non può essere, invece, parte di questo retelling? Realisticamente, non mi sembra che questi regni della storia esistano, non vedo perché debbano sottostare alle regole del nostro ottocento. Soffermiamoci anche sui vestiti, allora. Erano proprio quelli i vestiti dell’ottocento? Nell’ottocento una ragazza avrebbe agito come la protagonista? Un po’ di coerenza. O ti dà fastidio l’inaccuratezza storica in generale o niente.

Schiaccianoci
Lo Schiaccianoci di colore ne lo Schiaccianoci e i Quattro Regni

C’è parecchio astio nei confronti di questi cambiamenti, e credo che le persone che lo sentano dovrebbero chiedere a se stessi cosa li infastidisca. Mentre posso capire un momento di frustrazione per la rappresentazione errata di un loro beniamino la prima volta, non riesco quando c’è appunto un riadattamento di vecchie, vecchissime storie. Se dovessimo portare su pellicola la maggior parte delle opere occidentali non avremmo quasi minoranze, per i più svariati motivi. I disabili stavano in casa, noi queer stavamo nascosti, i neri non c’erano, e così via. Perché non posso raccontare una storia con volti diversi? Lo schiaccianoci lo abbiamo avuto in tutte le salse, cosa ci toglie il fatto che in questo film sia di colore? Capisco che la rabbia per “l’errore” possa esserci, ma senza essere aggressivi, senza giudicare.
Ricordiamo che il politically correct è un modo di esprimersi che porti rispetto a tutti. Cosa c’è di male in questo? Detto terra terra, scusateci tanto se vogliamo essere riconosciuti ed esistere senza essere insultati.

Troy: fall of a City
Achille in Troy: Fall of a City

E. Il politically correct ha i suoi problemi e, giustamente, sono state mosse delle critiche al riguardo, ma non hanno nulla a che vedere con l’accezione attuale.
“Si limita a cambiare la forma, ma non interviene sul problema”, penso che sia vero, ma non credo affatto che l’utente medio che frequenta i vari social network non lo tolleri per questo, sarebbe quasi bello se così fosse, vorrebbe dire che desidera il cambiamento vero della società. La presenza di minoranze non toglie niente, la storia originale è comunque intoccata. L’apparenza di un personaggio è comunque il lato più superficiale e meno importante della caratterizzazione, quando si butta giù una sceneggiatura non ci sono caratteristiche fisiche da stilare, ma basta un nome, così mi è stato insegnato. Biondo o moro, non è importante, a meno che non si voglia raccontare di come un tratto abbia segnato la vita e il carattere del personaggio. Prendiamo in esame la  questione che uscì fuori sul live-action della Sirenetta. Ecco, la Sirenetta il fatto che sia nord europea non è un segno distintivo, ma se prendiamo Mulan tutto cambia, la sua cultura è parte importante del suo personaggio. Da cosa dovresti intuire che la provenienza di Ariel la caratterizzi?
Tornando ai tuoi dubbi, forse la gente ha più difficoltà a identificarsi con il protagonista in quanto lo vede troppo diverso? Dovrebbe essere la storia a farti empatizzare, non la caratteristica fisica, non la sessualità o il genere. Inoltre, a volte, mi sembra di percepire un accanimento esagerato. Mi lamenterei più, magari, per la cattiva resa dell’intento che per l’inclusione in sè.

Silente omosessuale
J. K. Rowling ha detto, anni dopo i libri, che Albus Silente è omosessuale.

L’altra accusa è che Neeko è stata trattata come Silente. Ma, mentre Rowling ha detto che Silente era gay tempo dopo i libri, senza darne particolari indizi negli scritti (esattamente come Le Tont) Neeko esprime ben chiaramente le sue preferenze. Di conseguenza sì, c’è differenza. Mentre esiste da secoli la discussione se la Rowling l’abbia fatto per mostrarsi più progressista o no – ma nella pratica non fece nulla per la causa – la Riot è andata fino in fondo. Con classe.

E. Ho sempre avuto dubbi sulle intenzioni della Rowling, mettiamola così. Da persona a cui piace scrivere e si interessa di scrittura, mi rendo conto delle idee postume, non voglio essere malpensante. Innegabile che, all’inizio, abbia provato irritazione. Avrei preferito leggerlo e avere poi una conferma, mettiamola così. Per il resto, è una prospettiva abbastanza egocentrica, magari hanno inserito un’eroina lesbica anche perché all’interno dell’organizzazione sono presenti dipendenti che appartengono alla comunità LGBT+, ad esempio. O forse perché semplicemente gli andava. Fatto sta che, ripeto, tanto accanimento fa quasi ridere.

Omofobia Twitter
Perché ci importa? Non sarebbe meglio non dirlo e immaginarlo solo?

4) Il fatto che la sessualità di un personaggio inventato non ha senso e non dovrebbe essere trattato.

E. L’osservazione fatta dall’utente non ha senso, mi spiego: tanto vale non trattare un accidenti perché, tanto, è immaginario. È lo stesso concetto. Io vorrei chiedere: la sessualità non è importante? Se così non fosse non parleremmo d’identità sessuale. Ovviamente non è il perno su cui si basa la nostra esistenza, non siamo monodimensionali. Lo stesso vale per un qualsiasi personaggio. Penso che ci sia bisogno di personaggi LGBT+ all’interno di questi prodotti, la mescolanza è realistica. Mi danno più sui nervi film, ad esempio, che ancora ti parlano di coming-out. Bellissimo, okay, ma andiamo più in là e in tal senso penso che Spartacus e Black Sails abbiano fatto un ottimo lavoro. Mi dispiace che non ci si renda conto quanto sia importante “sbandierare” la sessualità di personaggio dato che, fino a prova contraria e stando alla concezione generale, è tutto etero. La negazione è così forte che una grossa fetta di pubblico ha la faccia tosta di parlare di forte amicizia o rapporto fraterno anche dinanzi all’evidenza. In tal senso le parole arrivano più dell’immagine.

Neeko Lesbian

Il problema non si porrebbe se tutti gli orientamenti sessuali fossero rispettati e conosciuti nella vita reale. Ma ancora adesso gli omosessuali vengono schifati, i bisessuali derisi, i transessuali uccisi e gli asessuali ignorati o chiamati malati.

Il fatto che un’opera mediale rappresenti uno di questi orientamenti rinforza l’idea che noi esistiamo e non siamo malati, e che non c’è niente di male ad esserlo.

In una società fortemente omofoba è necessario che i media dimostrino che essere queer sia normale. I più omofobi dovranno ingoiare, e i bambini cresceranno con la giusta visione.
E forse arriveremo ad un giorno dove non dovremo più temere per la nostra vita, e saremo finalmente liberi, davvero, di poter inserire personaggi di ogni tipo e genere o di immaginarli come vogliamo senza che gli altri stortino il naso (tornando al discorso del “ognuno li immagina come vuole”. E da slasher, apriti cielo anche solo ad insinuare che Spock e Kirk fossero amanti).
Ma l’eteronormatività rimane. Oggi non posso credere realmente che quel personaggio possa essere gay, perché quasi sicuramente non lo è.

Accettazione e importanza dei campioni LGBT in LOL
Avere personaggi il cui focus è l’essere gay è demoralizzante e irrealistico. Avere un personaggio come Neeko, che ha aveva già altri elementi, è la giusta direzione per normalizzare l’omosessualità.

Ed è per questo che a noi importa. E non vale solo per la comunità LGBT+, ma per tutte le minoranze. Disabili, persone di colore, e così via.
Fino a pochi anni fa l’asessualità era quasi sconosciuta, e persone ace hanno testimoniato di aver passato anni a sentirsi malate perché non capivano la loro sessualità. Se in televisione ci fossero stati personaggi asex, probabilmente si sarebbe risparmiato anni di sofferenza. Non dubito che molte persone LGBT+ non sentano il problema, ma per tante, tantissime altre c’è. Non eleggetevi ad unica voce, perché a voi cosa cambia se ci sono meno etero nei film o nei videogiochi, se state già bene così?

5) Lo fanno solo per i soldi!111!!

E. Se anche lo facessero per i soldi, quindi? È un’azienda, è normale che pensi ad avere dei ricavi che non siano caramelle o aria fritta. Il resto sono ipotesi, non so molto delle politiche aziendali della Riot, a noi può sembrare un rischio e a chi nasconde i propri bruciori dietro il termine “politically correct”, invece, può sembrare uno strizzare l’occhio. La critica, sempre che lo fosse, rimane becera e senza un punto. Quando trattano di soli personaggi etero, ad esempio, che fine hanno? Lì niente money grabbing?

Ahri K/DA
Per pubblicizzare il gioco e le nuove skin K/DA, la Riot ha creato addirittura un video musicale coinvolgendo quattro cantanti coreani e americane.

Riprendo il discorso che facevo prima: il modo in cui un gioco gratuito – sapendo di avere un fanbase di mezzi omofobi – dovrebbe “ricevere soldi” inserendo un personaggio LGBT+ sfugge alla mia comprensione. Al massimo rischiano di perderli, non di guadagnarli. E non credo ad oggi esista un fondo che distribuisce lingotti per ogni minoranza inserita. Al massimo ricevono pubblicità, che potrebbe attirare il pubblico queer. Ma sapendo che il loro pubblico è di maschi cis het bianchi, che minacciano di lasciare ad ogni loro cambiamento, perché dovrebbero farlo?

5) Eh ma il politically correct!!11!!111!!

Ancora?! A noi fa piacere avere un personaggio queer, quindi perché dovremmo non averlo solo per la vostra lamentela? Il mondo non gira attorno a voi, ed è anche ora che ve ne facciate una ragione. Avete avuto tutto fino a ieri, è tempo che lasciate spazio anche agli altri.

E. Vero, il mondo non gira attorno a loro, ma quando lo si realizza e quando ha smesso di farlo, soprattutto, se ne esce un po’ destabilizzati, no? Le minoranze per anni hanno dovuto reprimersi e nascondersi, alla maggioranza viene solo richiesto di aprirsi.

 

 

~TardigradoSpaziale~

 

 

 

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