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Intervista a Francesco Artibani

Ciao a tutti, sono Alex e sono tornato con una nuova intervista! Questa volta è caduto tra le mie grinfie Francesco Artibani! Per chi non lo conoscesse, Artibani, è sceneggiatore per Disney Italia. Sceneggiatore, ma anche cocreatore di alcune grandi serie alternative Disneyane di successo tra cui W.i.t.c.h., PKNA, Kylion e Monster Allergy.

Ecco qua Francesco Artibani!

GN: Ciao e grazie per avermi concesso questa piccola Intervista!

Comincio subito con una domanda di rito: Come hai cominciato questa tua professione? Che studi hai fatto?

Artibani: In realtà ho iniziato come disegnatore, perché il mio sogno era quello di disegnare i fumetti, non scriverli. Ma avevo anche un altro sogno ed era quello di fare i cartoni animati e per questo ho frequentato l’istituto di Stato per la Cinematografia e Televisione, diplomandomi come tecnico del cinema di animazione. Ho iniziato a lavorare subito in uno studio portando avanti allo stesso tempo il mio impegno come fumettista e iniziando a collaborare con il settimanale Tiramolla e Lupo Alberto (parliamo dei primissimi anni Novanta). Come animatore, occupandomi anche di storyboard, ho cominciato a familiarizzare con la narrazione, i tempi del racconto e tutte quelle cose lì e da autodidatta ho cominciato a scrivere proponendomi a Topolino e Lupo Alberto avviando così un percorso da sceneggiatore. Per farla breve  questo percorso progressivamente è diventato la strada principale e senza troppi rimpianti ho messo da parte le aspirazioni da disegnatore dedicandomi solo alla scrittura, sia per i fumetti che per i cartoni animati.

 

GN: Attualmente lavori come sceneggiatore per Disney Italia e la tua prima storia fu “Zio Paperone e il viaggio nella Moneta” del 1992. Ma come è cominciata la collaborazione con Disney Italia?

Artibani: È iniziata nel modo più semplice e diretto, telefonando in redazione e chiedendo di parlare con il responsabile delle sceneggiature, l’immenso Massimo Marconi. Gli ho inviato dei soggetti e da lì, tra una bocciatura e un rifacimento, è cominciato tutto. Le prime storie le ho scritte in gruppo con altri autori (Fabrizio Mazzotta, Alessandro Bottero e Silvano Caroti), ma poi ho continuato da solo.

 

GN: Parlando dei Maestri del Disney del passato come Carl Barks, Gottfredson o Romano Scarpa, quanto ti hanno influenzato?

Artibani: Gli autori che citi sono ovviamente quelli fondamentali, l’abc del racconto disneyano che ancora oggi risfoglio e rileggo. In quei tre trovi gli elementi essenziali dei personaggi, nella loro opera c’è lo spirito migliore del fumetto Disney, uno spirito che può essere sicuramente adattato ai tempi correnti ma che non va mai dimenticato. Oltre questa sacra triade ci sono però tantissimi autori importantissimi come Carlo Chendi e Giorgio Pezzin, ma la lista rischia di essere davvero lunga.

 

GN: In questi giorni sei stato al centro dell’attenzione grazie alla storia “ Zio Paperone e il Segreto di Cuordipietra”, ideale seguito di “Zio Paperone e l’ultima avventura”, che ha visto il ritorno in Italia di Cuordipietra Famedoro per l’appunto. Oltre a Cuordipietra è tornato recentemente anche Gedeone dè Paperoni, sempre grazie a te, ma anche Mc Paperin. Il recupero di questi personaggi fa parte di una più ampia scelta editoriale che punta al fattore nostalgia? O no?

Artibani: L’elemento nostalgia è sempre presente in una rivista che ha una storia editoriale tanto lunga e inevitabilmente bisogna farci i conti. La platea dei lettori di Topolino è composta da ex bambini ormai adulti che conservano un ricordo forte del settimanale della loro giovinezza ed è sicuramente importante ricordarsi del fattore nostalgia, ma è ancora più importante non cadere nel tranello della memoria o si rischia altrimenti di scadere nel peggior fan service che penalizza i nuovi lettori e dunque finisce per danneggiare il giornale. L’idea di riportare in scena Gedeone non va in questo senso: volevo raccontare una storia familiare parlando di fratelli (quello millantato da Cuordipietra e quello reale di Paperone) e per questo ho recuperato il personaggio creato da Romano Scarpa. Il cast disneyano è enorme e offre tantissime possibilità narrative, è come una dispensa fornita di ogni meraviglia da cui pescare gli ingredienti giusti per cucinare il piatto, si spera,  migliore.

 

GN: Parlando di personaggi che tornano dal passato, come è stato riportare Pikappa 20 anni dopo?

Artibani: È stata una bella scommessa partita da una condivisione di intenti con Lorenzo Pastrovicchio. All’inizio sembrava una sfida difficile da vincere ma in realtà la redazione è stata disponibile da subito, c’era un desiderio comune e diffuso di rivedere quel personaggio. Lo spazio del settimanale poteva apparire all’inizio come insolito o inadeguato per quel personaggio e le sue storie, ma facendo qualche esperimento e rivedendo il taglio delle storie siamo riusciti ad adattarlo senza problemi al formato tascabile di Topolino. Per me e Lorenzo questa è stata una grandissima soddisfazione professionale e ora ci avviamo a concluderla con un’ultima storia che uscirà in primavera.

Una scena da Pikappa – Potere e Potenza

GN: So che hai lavorato anche ad altre testate Disney come MMMM, Witch, Kylion ( ammetto che la mia prima cotta è stata per per il comandante Tanner XD) e soprattutto Monster Allergy. Ecco sono curioso di sapere come nacque l’idea per questa serie che poi è diventata anche un Musical se non mi sbaglio.

Artibani: Monster Allergy è una serie che ho creato insieme a mia moglie Katja Centomo e ad Alessandro Barbucci e Barbara Canepa, un progetto indipendente che abbiamo venduto a più case editrici, tra cui la Disney (ci tengo a fare questa distinzione solo per ricordare che non è una cosa Disney – la Disney è stato uno dei fondamentali editori di una serie che era e resta di proprietà degli autori). L’idea è nata in un momento in cui volevamo fare qualcosa di diverso provando a creare un progetto mantenendone tutti i diritti (oggi si direbbe “creator owned” ma all’epoca non lo sapevamo ancora…). Dopo tanto tempo trascorso a fare cose di altri e per altri volevamo provare anche noi a realizzare dei personaggi e un piccolo mondo da gestire in totale autonomia e l’esperimento è sicuramente andato bene. La serie continua con nuove avventure e un nuovo editore (Tunué), viene venduta all’estero e l’anno scorso siamo arrivati a debuttare al teatro Sistina di Roma con un musical originale.

Il Ritorno di Monster Allergy

GN: Spulciando tra i tuoi lavori ho scoperto anche che hai lavorato per Marvel a due serie “X-Campus” e “Young Dottor Strange”. Come è stato lavorare per Marvel e per un pubblico diverso come quello Americano?

Artibani: L’esperienza con la Marvel è nata da un’iniziativa Panini che, in quel periodo, aveva messo in cantiere una serie di storie italiane. Con Red Whale, la società di produzione editoriale creata da me e mia moglie Katja, abbiamo messo in piedi le due miniserie che, secondo la richiesta del committente, dovevano mantenere un taglio europeo. È stata un’esperienza divertente che mi ha permesso di lavorare con tanti autori bravissimi e realizzare due storie con i protagonisti adolescenti. Da parte della Marvel c’è stata la massima collaborazione e disponibilità.

 

GN: Torniamo a parlare di Topolino. Hai dimostrato di saperti destreggiare benissimo con le parodie, per citarne alcune Miseria e Nobiltà, Moby Dick e Metopolis tra i più recenti. Hai qualche altra Parodia in cantiere? Puoi darci qualche anticipazione?

Artibani: Per le parodie ci sono un po’ di progetti in fase di sviluppo. Il primo di questi, salvo sorprese e contrattempi, dovrebbe essere una versione disneyana del Mago di Oz realizzata ancora una volta in società con Paolo Mottura, uno degli artisti più incredibili in servizio sulle pagine di Topolino, capace di cose straordinarie quando si cimenta in progetti come questi. Speriamo di poter chiudere tutto per il 2018.

La bellissima parodia di Moby Dick con un Zio Paperone perfetto nei panni del capitano Achab

Metopolis, brillante parodia di Metropolis, film muto del 1926 simbolo del cinema espressionista

GN: Chiudiamo questa intervista con un’ultima domanda un po’ spinosa… Dal nome GayNerd avrai intuito che il pubblico che ci legge sarà principalmente un pubblico LGBT. Nel fumetto Disney si parla spesso di amore: abbiamo l’amore un po’ litigarello tra Paperino e Paperina, l’amore non  corrisposto di Brigitta, tanto per citarne alcuni… Vedremo mai un amore a tema LGBT sulle pagine del topo? È notizia di questi giorni che su Disney channel, nella seria “Andy Mack” avremo un risvolto arcobaleno per un personaggio. Sulle pagine del topo settimanale sarà mai possibile secondo te?

Artibani: Nell’immediato questo non mi pare un obiettivo realistico ma sarebbe un traguardo molto importante. Spero di riuscire a vedere qualcosa del genere nei prossimi anni e sarebbe un grande onore poterla scrivere, perché la causa è importante  e i fumetti, nel loro piccolo, qualche battaglia possono anche combatterla e provare a vincerla.

 

 

Grazie mille per il tempo che mi hai concesso e non mi resta che augurarti buon lavoro!

 

Alex

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