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Il gay brutto e cattivo nei videogiochi

Seguendo la ricostruzione storica delle figure LGBT nei videogiochi, viene a definirsi un trend che segue tristemente le idee della gente comune.
Nel suo libro Videogaymes – Omosessualità nei videogiochi tra rappresentazione e simulazione (1975-2009), Luca de Santis riconosce un percorso narrativamente evolutivo dei personaggi LGBT nel tempo, dal ruolo più infido e cattivo al protagonista.
Negli anni ‘80 e ‘90 i gay e le lesbiche erano nemici da sconfiggere per strada, colpevoli… di essere dei froci, essenzialmente. In un livello si combatteva la mafia russa, in un altro dei grossi bear libidinosi che attaccavano il protagonista.

Vendetta (1991)

Erano, narrativamente parlando, dei guardiani della soglia, dei nemici di basso livello che non ricoprivano molta importanza.
Il protagonista, eterosessuale e fiero, sgominava allo stesso modo banditi, assassini ed omosessuali.

Da guardiani della soglia i personaggi sono lentamente diventati ombra, l’acerrimo nemico del protagonista, a partire dalla lesbica che si veste da uomo e dominatrix fino al licantropo gay (in The Beast Within: A Gabriel Knight Mystery). Anche nella famosa saga di Metal Gear Solid ci sono bisessuali o omosessuali, come Volgin, Vamp e il Maggiore Raikov.

Questo passaggio da nemico comune a boss finale malvagio è comunque un bene, perché Darth Vader è infinitamente più importante di un qualsiasi Stormtrooper.
Il personaggio LGBT, in quanto ombra, viene riconosciuto. Riconosciuto sì, ma come abominio: spesso e volentieri questi nemici LGBT non sono solo malvagi (e non etero), ma anche sadici, incestuosi, stupratori, razzisti e pedofili.

Fonte sconosciuta

Il Giappone proponeva già da tempo uomini muscolosi (e non effemminati) omosessuali, qualche MtF perfino nella saga di Super Mario, ma era troppo per l’Occidente: vennero brutalmente censurati e spacciati per eterosessuali e donne biologiche.
Solo più tardi qualche personaggio minore, qualche mercante, qualche transessuale, lesbica e gay riescono a passare dalla parte dei buoni. Sono ruoli piccoli, ma che lentamente iniziano ad invertire il trend negativo, seguendo di pari passo il riconoscimento della comunità da parte del mondo.

Birdetta, nato Birdo, dai vari Super Mario

Il ruolo del trickster è particolarmente adatto ai personaggi LGBT, perché ambiguo e propenso a cambiare spesso alleati. Qualche mentore, notoriamente desessualizzato quando eterosessuale (quando mai ci si è interessati dell’orientamento sessuale di Gandalf, Obi Wan Kenobi, Yoda?), viene sottolineato se non lo è – Albus Silente è una storia a parte -.
Solo nel 2000 avanzato l’idea di un protagonista non eteronormativo viene più largamente considerato, specialmente grazie ai GDR occidentali come Fallout, Mass Effect e Dragon Age. I personaggi LGBT non sono più nemmeno legati agli stereotipi, con personaggi gay insospettabili o lesbiche non necessariamente mascoline.

Il mio Inquisitore e Dorian da Dragon Age: Inquisition (2014)

L’eroe diventa fluido, ovvero tutto ciò che vuole il giocatore: uomo, donna, etero, gay, bi o asessuale; non ha lo stesso impatto di creare un protagonista esclusivamente non etero, ma raggiunge lo scopo di lasciare libertà al player, di lasciarlo esplorare. Non è infatti raro che molte persone eterosessuali decidano di giocare delle romance LGBT.
E così la nostra epopea nel mondo videoludico è arrivata (quasi) alla fine.
Ci sono voluti trent’anni, ma finalmente ci siamo appropriati di tutti gli archetipi, che si sono sbloccati di pari passo all’idea che il mondo aveva di noi.
Perché i videogiochi riflettono la nostra cultura, esattamente come tutti gli altri media. E questo proliferare di nuovi personaggi, liberi da gabbie estetiche, ci permette di riconquistare anche i vecchi ruoli, e di essere nuovamente malvagi ed ombre liberi dal pregiudizio che ci opprimeva negli anni ‘80.

Perché sappiamo che quei personaggi sono cattivi e LGBT e non cattivi perché LGBT.

Windmill, l’hacker olandese bisex che rifiuta il protagonista di Deus Ex: Human Revolution (2011)

 

Rin Apeiron

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