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Il decalogo dell’internauta: 1, il Tempo

Nel 2010 è uscito il libro di Douglas RushkoffProgramma o sarai programmato: dieci istruzioni per sopravvivere all’era digitale”.

Per lui è necessario saper gestire la tecnologia “per avere accesso al pannello di controllo della civiltà”.
Chi è Rushkoff? Uno dei più importanti teorici dei media, che studia la psicologia e l’antropologia degli stessi e la loro applicazione nella vita nostra e delle aziende.

Ora che sappiamo chi è, cosa ci propone per migliorare la nostra vita sempre più interconnessa?

  1. Il Tempo. Evitiamo di essere sempre online.

Il sistema nervoso umano opera nel presente. Viviamo nell’istante, e il tempo scorre in continuazione. Il mondo digitale, invece, non ha alcun legame col fluire del tempo.
Non accade nulla nell’intervallo che occorre per digitare due lettere sulla tastiera. La macchina resta in attesa; così funzionava, agli inizi, la comunicazione digitale. Le mail, diversamente dallo squillo di un telefono, raggiungevano il destinatario quando questi desiderava essere trovato.
“Ed eravamo liberi di replicare quando lo ritenevamo più opportuno, in base alle nostre condizioni” scrive RushkoffLa sua forza (della comunicazione lenta e asincrona) non era mai stato il suo legame con l’adesso, bensì la sua capacità di rallentare o frammentare l’immediato”.

[QUOTE] Lo spirito dell’era digitale poggia tuttora la sua espressione su questa riappropriazione del tempo. Le attuali pratiche […] del mash-up e del remix, di produrre satira e caricature, traggono tutte origine da questa capacità di fare una pausa, di riflettere e rilavorare i contenuti. [/QUOTE]

Rushkoff critica fortemente la tendenza dell’always on che è sempre più presente. Ogni tweet, ogni aggiornamento, è una vibrazione nella tasca dei pantaloni. I nostri dispositivi e, di conseguenza, anche il nostro sistema nervoso, sono continuamente collegati.
Adesso è la posta che viene a cercare noi. “Andiamo controcorrente rispetto alle forti inclinazioni di una tecnologia atemporale e creiamo una situazione che poi diventa impossibile da gestire.” Sacrifichiamo, insomma, la riflessione che l’attesa poteva darci “in cambio del falso obiettivo dell’immediatezza, come se potessimo esistere in uno stato di allarme perpetuo”.

                                                                 Rushkoff che ricorda gli anni d’oro delle email e diventa subito blu.

Ci sentiamo esausti ed esauriti, e ci sentiamo in obbligo di replicare a qualsiasi messaggio in arrivo. Deve succedere tutto all’unisono, o meglio, subito.
Il nostro sistema nervoso è lento ad adattarsi al caotico flusso delle notifiche, e gente comune inizia a mostrare i sintomi dello stress e dell’affaticamento mentale una volta tipici dei controllori di traffico aereo e agli operatori dei servizi d’emergenza.

La “sindrome da vibrazione fantasma”, la sensazione del telefono che vibra pur non avendolo in tasca, è ormai comune.

Eppure l’ansia ci spinge a volerne di più: l’eventualità che sepolta in quella lista di messaggi non letti ci sia qualcosa d’importante ci spinge a controllare, ed ogni mail a cui si risponde innesca ulteriori repliche. Più rispondiamo in tempo rapidi, più creiamo l’aspettativa che la prossima saremo altrettanto veloci. Una catena di email diventa come una conversazione in tempo reale, ma meno efficiente di una telefonata.

[QUOTE] Ma la scelta è ancora possibile. Spetta a noi se e quando decidere di mettersi a disposizione di qualcosa o qualcuno. Possiamo perfino scegliere le persone per le quali vogliamo rimanere sempre collegati, always on. […]

Quel che conta non è tanto la messa in Rete dei dendriti presenti nel cranio umano, quanto piuttosto se ciò sia efficace e quanto possa renderci felici nella vita. […]

Potremmo trarre vantaggio dalle medesime caratteristiche delle tecnologie per diventare più umani. […] Il computer vive nel tic-tac dell’orologio. Noi viviamo nei grandi spazi tra il tic e il tac, nello scorrere del tempo reale. Rimanendo sempre connessi cediamo la dimensione temporale a una tecnologia che non riconosce né necessita un simile elemento.[/QUOTE]

 

Rip Aperion

 

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