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Basta un poco di zucchero e la pillola va giù!

Chi non ricorda la famosa canzone cantata da Mary Poppins per addolcire la situazione spiacevole di mettere in ordine la propria stanza?! Questa frase ha accompagnato l’infanzia di molti proprio perché rendeva tutto più semplice.
E se per poter mandare giù la “pillola” di un piccolo paziente che fa terapia contro il cancro si utilizzassero i videogiochi? Fin dall’avvento del primo videogioco, della prima console o semplicemente della prima edizione di Pong o di Pac Man tutti abbiamo passato interi pomeriggi davanti lo schermo tra un livello impossibile o una missione da completare.
Ma fino ad oggi vi siete mai chiesti se un videogioco può essere usato come una terapia? Ebbene si! Qualcuno si è posto il problema e ci ha studiato su, pubblicando addirittura una ricerca sperimentale su una rivista scientifica dal titolo “Games for Health Journal: Research, Development and Clinical Application” (si, esiste una rivista che si chiama proprio così!)

Nel 2015, presso il Dipartimento di Pediatria e l’Huntsman Cancer Institute dell’Università dello Utah (Stati Uniti), un gruppo di ricercatori guidato dalla Dott.ssa Carol S. Bruggers ha studiato le prospettive dell’utilizzo dei videogiochi nel miglioramento della qualità della vita dei piccoli pazienti oncologici.
Sappiamo bene che la vita di una persona malata di cancro diventa complessa a causa delle malattie e delle terapie e richiede un supporto socio-psicologico non indifferente: tutto ciò in un bambino necessita di essere ampliato ulteriormente con attività a supporto per non far pesare il periodo difficile che si attraversa. L’attività di ricerca di questo gruppo mira a sfruttare quello che in termini clinici si definisce “empowerment” cioè un processo che accelera e accentua il miglioramento della salute sia fisica che mentale.

Tutto parte dall’utilizzo di una piattaforma chiamata “Re-Mission™”, un sistema interattivo sedentario che ha dimostrato un miglioramento sia nel comportamento che nell’attenzione alle cure da parte dei pazienti “giocatori” rispetto ad altri pazienti “non giocatori”; tutto ciò orientato anche a formare e informare il piccolo paziente su ciò che sta affrontando e combattendo senza però renderlo eccessivamente difficile da comprendere.

Lo studio sperimentale però non si è fermato qui, perché il gruppo di ricerca ha voluto adattare dei videogiochi disponibili in commercio su piattaforme che tutti conosciamo come ad esempio “Dance Dance Revolution”, “Wii Bowling”, “Wii Boxing”, “Circus Challenge” per promuovere l’esercizio fisico e migliorare le funzioni neurologiche.
La scienza è fatta di continue domande e un forte desiderio di risposte che devono adattarsi ai giorni nostri: questa necessità ha portato alla creazione della versione mobile della piattaforma “Re-Mission™”, chiamata “Re-Mission 2™” con l’obiettivo di promuovere l’empowerment, l’auto-efficacia e le emozioni positive e al contempo motivare i pazienti pediatrici e adolescenti nel prestare attenzione alla cura a cui sono sottoposti.

Questa sicuramente è una delle diverse pietre miliari che la scienza porta avanti per poter migliorare la condizione dei pazienti in ospedale; altre linee di ricerca vengono portate avanti ogni giorno, come la realtà virtuale o la realtà aumentata per poter guidare i pazienti, sia adulti che bambini e adolescenti, nel migliore percorso di guarigione e/o di comprensione del proprio status.

 

Alphonse Elric

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